mercoledì 17 dicembre 2014

Un film sui Cavalieri dello Zodiaco... COSA?

L'ho visto pochi minuti fa, quindi sto scrivendo questo post a botta calda. Sinceramente non so che pensare. Sul serio, non lo dico tanto per dire: non so se essere felice, sgomento, amareggiato... davvero non lo so. Voglio scrivere questo post così come viene, proprio per capire bene quello che provo.

Ma prima, una cosa importante: vedetevi il trailer qua sotto e poi ne parliamo.



Lo avete visto? Bravi.
Soprattutto se siete di una certa età e siete cresciuti con i Cavalieri di Athena, è innegabile che qualche brivido lungo la schiena si avverta.
Un trailer ben confezionato, spettacolare intriso di quell'energia che solo i giovani guerrieri creati da Masami Kurumada sanno infondere.

"Non ci credo che lo hanno fatto davvero!" è stata la primissima frase di senso compiuto che mi è balenata in testa nell'apprendere una notizia che annunciava che il sogno che avevo da bambino si era finalmente avverato: "Pegasus e gli altri al cinema e in carne ed ossa!"

Ok ok, carne ed ossa in realtà non sono, dato che è animazione 3D che segue la scia del recente film di Harlock. Ma possiamo far finta di considerarlo lo stesso un live action, visto l'effetto realistico che discosta palesemente il film dal cartone animato originale.
Insomma, quello che tutti i bambini della mia età desideravano era diventato realtà dopo appena... 30 anni, quasi.

Desideravano, appunto.
Non a caso sto usando il verbo al passato.

Io capisco che se soltanto oggi siano riusciti a realizzare un film sui Cavalieri dello Zodiaco è prima di tutto per la volontà del regista, magari cresciuto anch'egli con questi personaggi e conscio di quello che vorrebbe un'appassionato, e secondo perchè oggi ci sono mezzi che allora non c'erano.
Ma è più forte di me, se mi mettete di fronte un film del genere non posso non richiamare alla mente quei personaggi che ho conosciuto da piccolo e paragonarli con questi.
E capisco bene che un passo di 30 anni è qualcosa di enorme.

Osservando il trailer, quello che mi ha fatto storcere il naso è stata l'idea di trovarmi di fronte un fottuto videogioco.

Ma non è il punto di vista dell'eventuale trama che mi secca, la stessa serie originale sembra riprendere pari pari il classico schema da videogame, e neppure troppo complicato: protagonista che affronta l'avversario, vince, incontra l'avversario più forte, cresce di livello, vince, incontra un avversario ancora più forte e via ancora verso il boss finale.
La forza dei Cavalieri non era tanto nell'intreccio narrativo, ma nell'atmosfera che si respirava in tutta l'opera, arricchita dalla presenza delle costellazioni e dei segni zodiacali che permettevano ancora più immedesimazione. Per questo è stato un successo planetario che resiste tuttora.

Quello che mi ha disturbato è stata la resa estetica del tutto.
Pegasus e soci assomigliano a degli alieni, le loro armature che dovrebbero essere solenni mi sembrano un po' delle tamarrate.

Seiya, noto a noi bambini italiani come Pegasus, a sinistra nella versione originale animata del 1986, disegnato dal grande Shingo Araki. A destra del film di prossima uscita.
Dalle scene si capisce benissimo a chi è rivolto questo tipo di film, l'effetto è quello di trovarci di fronte ad un gigantesco filmato da videogame, perfetto per introdurre uno scontro da poi gestirci in prima persona, diventando interattivo.

Questa formula mi ha immediatamente ricordato Asura's Wrath di Capcom mentre scrivevo questo parole.
Un gioco/anime interattivo che è già secondo me un perfetto omaggio ai Cavalieri dello Zodiaco, Ken il Guerriero e tutti gli anime a combattimenti apocalittici di cui il Giappone può solo andar fiero.
Ma Asura's Wrath  addirittura ribaltava la tendenza di questi ultimi tempi, trasformando un videogioco in un anime interattivo, con una direzione artistica di tutto rispetto, in cui si fa fatica a collocare la vicenda in un contesto cronologico.
Pur contenendo elementi fantascientifici, la perfetta fusione con la mitologia asiatica riesce a riportarlo indietro nel tempo trasferendolo quasi in una propria dimensione. Fantastico.

In questo film pare che stia accadendo l'opposto: i nostri eroi sembrano aver perso quel sapore antico e solenne che era in realtà molto presente nell'opera originale ed in particolare nella prima serie.
Le armature hanno linee aggressive ed elementi quasi tecnologici che non richiamano l'antica Grecia, addirittura l'elmo di Andromeda si richiude quasi fosse un incrocio tra la mascherina di Kyashan e il casco della tuta di Isaac Clarke di Dead Space (se cercate altri video, questa sembra sia una caratteristica di tutte le armature).
Sicuramente ad un primo impatto questi elementi solo molto fighi e causano sussulti agli appassionati dei mecha, ma dobbiamo un attimo scindere la figata dalla tamarrata, perchè il confine è più sottile di quanto appare.

La mia impressione è, come dicevo, di una parentela un po' troppo marcata con i videogames odierni, che troverà sicuramente una buona risposta tra i bambini di oggi che hanno un prodotto "nuovo" e adatto ai gusti ed alle tendenze del momento, ma che in qualche modo potrebbe lasciare indifferenti, o peggio delusi i bambini di 30 anni fa, che hanno seguito la saga sin dagli albori e che non dimenticheranno mai il "Fulmine di Pegasus" tuonato da Ivo de Palma.

In questi casi ci si chiede sempre quale sia la differenza tra "rinnovare" e "stravolgere".
Io credo che alcune saghe siano legate indissolubilmente al loro tempo e che riproporle oggi sia sempre molto difficile (pensate solo ai recenti remake al cinema di Ken il Guerriero).
Se questa operazione rischia di snaturare gli intenti originali, la cosa migliore è lasciarle come sono, senza aggiungere nulla, riproponendo magari le vicende di questi eroi tali e quali, conservandone quindi il reale valore.

2 commenti:

Michele Barone ha detto...

Come non essere d'accordo con te?!

Flavio Naspetti ha detto...

Grazie... spero di ricredermi quando avrò modo di vedere il film (credo da parecchio, parecchio tempo...).